CONOSCERE E RICONOSCERE Il VERO MARMORINO a VENEZIA-­- 

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                                 In collaborazione col Forum Italiano Calce :

………………………………………Visita studio 30 MARZO 2012

………………………………………………..a VENEZIA . Read the rest of this entry »

video marmorino 

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Qualche scorcio di tecnica, su come costruire una parete
di stucco veneziano.

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Lo stucco veneziano su CASA ANTICA 

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E’ uscito l’articolo che parla del marmorino veneziano.
Si tratta del numero 44 di nov. dic. 2011-. Read the rest of this entry »

I Camini di Venezia 

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 I Camini di Venezia

La storia dei camini veneziani va di pari passo colla creazione della Città. Read the rest of this entry »

Primo Post sul Marmorino 

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Per avere una panoramica sul Marmorino Veneziano e la sua giusta applicazione
clicca ‘Il marmorino‘ in alto, per seguire il Post continua…


Nel primo Post di questo sito che parla del Marmorino Veneziano

…….è d’ obbligo citare questo libro,
coloro che l’ hanno scritto
e coloro che lo hanno presentato.

In ordine, qualche scorcio tratto dal libro “L’Arte dello Stucco”

Pagina sfondo

Pezzo di presentazione (di notevole impatto) scritta dal Prof. F. Amendolagine

  Per Venezia il marmorino e lo stucco non sono un vago problema estetico o
un nostalgico desiderio di ritorno ai modi e ai tempi del cantiere industrializ
zato ma un tema vitale.
..Per la città lagunare, ma il discorso può essere esteso ai centri storici ed anche
alle nuove costruzioni, il parametro murario interno e soprattutto esterno è que
stione vitale in quanto è intimamente legato alla protezione del muro portante
dall’aggressione dell’umidità sia esterna, sia saliente.
 ..Dopo i facili entusiasmi dei decenni appena passati in cui si riteneva possibile
risolvere la diversità della situazione lagunare per quanto riguarda gli intonaci ed
affini, con prodotti o tecniche magicamente estratte dal cappello della produzio
ne industriale o della ricerca scentifica, da tempo ormai tutti coloro che si sono
ripiegati seriamente sul problema hanno compreso che il rapporto fra struttura
storica ed il suo parametro è un rapporto intimo nato da un’antica sperimenta
zione che si è codificata nell’esperienza del cantiere edile alla fine del XIX secolo.
..Non si tratta, infatti, di creare insuperabili barriere, ma contemporaneamente
far respirare i muri, poter intervenire per parti, non danneggiare l’insieme delle
facciate esterne, non mettere a repentaglio le decorazioni interne.
..Brani di marmorino antico si ritrovano facilmente sulle facciate di Venezia che,
se fossero state sottoposte a manutenzione ordinaria, probabilmente oggi sareb
bero ancora intatte, come infatti risultano conservate egregiamente le facciate ben
eseguite in marmorino entro l’arco di questo secolo.
..Al contrario interventi attuati nel secondo dopoguerra e risolti con materiali
‘moderni’ o con tecniche d’ avanguardia mostrano tutti i segni della loro impoten
za, soprattutto dove l’uso del cemento caraterizza la tecnica praticata.
..Senza entrare nel merito dell’ aspetto estetico del marmorino, sia esterno che
interno, con le sue specchiature che rimandano i riflessi del connubio luce acqua,
con le sue trasparenze cromatiche dovute al suo caratteristico impasto ottenuto
per sovrapposizione di strati che permettono di mostrare una sottopelle colorata,
anche quando lo strato superficiale viene a cadere, e non l’anima grigia dell’im
pasto cementizio, con la particolare tavolozza di sfumature cromatiche inimitabi
le dai prodotti industriali, la superficie del marmorino rimane la vera, l’unica,
pelle di Venezia.
..E’ operazione suicida sostituire questa superficie con i moderni impacchi pla
stici che non essendo riusciti ad imporsi di per sé, ora scimmiottano l’Antico e,
pur proponendosi in modo meno agressivo rispetto agli anni Cinuanta o Ses….
………………………………
………………………………………………XIII

Ecco le pagine di un pezzo di Libro “L’Arte dello Stucco” di Mario Fogliata e M.L.Sartor

In questo capitolo dedicato a “…… lo stucco al tempo di Roma

….veniva polverizzata, come insegnato dagli antichi, diventando materiale edile di
vasta diffusione nel Dominio veneziano.
..Lo stesso dicasi per l’ intonaco originale di palazzi del classicismo e del manie
rismo celebri in Venezia e nel suo antico Territorio.
..A ben notare, Vitruvio nomina gli stuccatori
greci ed i loro metodifidarla prima a Micene;
in effetti, egli fu cultore appassionato e preciso della produzione storico-letteraria
greca, particolarmente sotto il profilo della vita civile, al punto di dichiarare tutti gli
autori (la bibliografia) cui si è ispirato prima di affrontare i suoi Libri Dieci del
l’ Architettura. Ciò si rileva nella prefazione del libro VII.
..A loro volta i Greci, attraverso la corrente che univa la cultura egizia a quella
cretese per affidarla prima a Micene e poi ad Atene, avevano attinto abbondante
mente alle precedenti grandi civiltà. Ad essi, ed anche per essi, era giunta in Gre-
cia pure la vasta conoscenza che nelle arti edilizie possedevano i popoli medio-
rientali. Difatti, ancor oggi (e ritorniamo sull’argomento di apertura del capitolo)
si possono vedere esempi originali di stucchi egizi, cretesi, naturalmente stucchi
greci, tanto per seguire il filone maggiore, poichè, l’abbiam detto, l’arte di plasti-
care era ben nota, molto lontano nello spazio e nel tempo. in Mesopotamia ed in
Iran. Una vera cultura del lavoro plasmato a fresco e a rilievo (lo ripetiamo)  si
riscontra presso gli Etruschi: fa testo la famosa tomba degli stucchi o dei rilievi di
Cerveteri.

LO STUCCO AI TEMPI DI ROMA

..La grandezza e la vastità, la ricchezza e l’abbondanza, la profusione e la razio-
nalizzazione dell’arte dello stucco trovano il loro testo insuperato nel mondo
romano.
..Gli scavi di Pompei e di Ercolano hanno messo in evidenza un uso del mar-
morino equivalente se non maggiore a quello del marmo, anzi, senz’altro mag-
giore ogniqualvolta si trattò di ricostruire in seguito a catastrofiche distruzioni o a
radicali restauri. Un esempio, ben riconducibile e delineato nella dimensione
spazio/tempo, si ha a Pompei. Qui, in seguito al terremoto del 63 d.C., in sede di
ricostruzione, si attua su vasta scala il riutilizzo del materiale suscettibile di reim-
piego attraverso le tecniche più rispondenti a tale fine.
..Il riciclaggio del materiale era razionalizzato al massimo:tutto il marmo, o la
pietra calcarea, che non si poteva più riprendere perchè non più integro o reinte-
grabile veniva macinato per diventare marmorino.

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..Ecco che si evidenziano negli scavi archeologici dei luoghi suaccennati interi
colonnati di mattoni rivestiti d’intonaco di cotto e quindi lisciati a marmorino, a
perfetta imitazione di quelli di marmo vero. Del marmo, infatti, essi ripetono il
candore o il colore, anche con le venature, dato che detto intonaco è già secondo
Vitruvio, la conditio sine qua non per la pittura a fresco.
..Inoltre, nei reperti di scavo dei monumenti della Grecia del periodo arcaico e
classico e della Magna Grecia si rileva che la copertura a marmorino veniva effet-
tuata anche come pulimento su elementi di pietra calcareae conchiglifera cara-
terizzati, pertanto, da corrosioni e lacunose porosità; si rileva altresì che pure
allora ci si entusiasmava per gli occhi decorati a rilievo ed anche colorati (es.
tombe macedoni); anzi, la copertura a marmorino facilitava alquanto la colora-
zione offrendone la base più idonea.
..L’impiego dello stucco da materiali di recupero o di risulta dalla lavorazione
nei cantieri diventa perciò una colossale impresa economica, poichè si raggiun
gono gli scopi della solidità e della bellezza senza ricorrere a materiali nuovi
(marmi e pietra), il cui costo di cava, di trasporto, di modulazione, doveva essere,
tanto più allora, molto alto.
..Poco sopra s’è parlato di materiale non più integro o reintegrabile.Ma ahimè,
a questo punto, voltando la medaglia se ne vede il rovescio; infatti, per lo stesso
ultimo motivo, ossia per non ricorrere a materiali di primo impiego, si badi bene,
in ogni epoca, s’è perpetrata la demolizione sistematica di splendidi quanto irri-
petibili monumenti(ne pensiamo uno: il celeberrimo Mausoleo di Alicarnasso la
cui impotenza dominò la capitale degli Ecatomnidi fino al tempo nefasto in cui
fu demolito per il riutilizzo dei materiali da parte dei Cavalieri di San Giovanni).
..Gli stili architettonici trovano nello stucco l’elemento complementare per la
realizzazione dei progetti, nella fase decorativa di rivestimento e di connotazione
stilistica di superficie, poichè esso si presta a qualsiasi plasmazione: a lisciatura
piana, a rilievo (alto e basso, a tutto tondo), a modanature, a motivi stilistici ri-
chiedenti una forte aggettazione.
Nella Roma repubblicana ed imperiale, già impregnata di civiltà etrusca, arri-
vano maestranze dall’ Attica, dalla Ionia, dalle famose isole dell’Egeo, ed il loro ap-
porto crea un humus culturale nuovo dove la bravura e la bellezza si uniscono alla
programmazione analiticamente finalizzata.
..Attraverso il marmorino, usato come materiale da modellare, le terme, le case,
le aule, i mausolei, si rivestono di motivi vegetali, di festoni, di cornucopie, di per-
sonaggi e fatti che allacciano il presente ad un termine temporale vicino, medio e
lungo, a ritroso nella storia della civiltà romana ormai fulcro ed arrivo di tutta
quella mediterranea.
..Il decoro ed il racconto murale a stucco s’ accompagnano all’ affresco, al rilievo
marmoreo, attraverso un linguaggio vasto, vario e di immediata lettura. Volendo
estrarre fra gli innumerevoli esempi, rimandiamo alla Villa dei Misteri di Pompei
(vedi capitolo XII sull’ Encausto) nel cui grande portico meridionale emergono
ancora colonne scanalate e supporti murali rivestiti, sia le une che gli altri, di
stucco-marmorino. La stessa Villa è famosa per il racconto scenografico murale

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commenti

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@isaccot ..........solo lui recita bene,nero wolf.Gli altri sono disastrosi...