Approfondimenti sul Marmorino Veneziano

09Set 2014

I camini di Venezia

Vittore Carpaccio

La storia dei camini veneziani va di pari passo con la creazione della Città. La materia prima che ha reso possibile la grande sfida di far emergere una città dall’acqua è stata senza dubbio il legno (e il caranto come basamento). In legno sono: le fondazioni della città e le difese a mare, il reticolo strutturale degli edifici i solai e i tetti.
Poi per Venezia la flotta navale determinerà il dominio e la salvaguardia dalle invasioni per quasi 1000 anni. In seguito il legno col suo ardere renderà possibile l’apertura di officine cantieristiche. I braceri cominciano a farsi numerosi man mano che le attività crescono, e far fuoco nel bel mezzo della città fa capire subito l’entità dei rischi, infatti l’isola di Murano sarà molto presto destinata alla lavorazione del vetro e l’ Arsenale l’isola delle officine navali, anche le fonderie troveranno un loro spazio.
I grandi fuochi distanti dalle abitazioni, ma le piccole officine, i forni del pane, i caminetti che intiepidiscono le case… solo per citare alcuni esempi, rimangono ancora sparsi per la città, e i camini continuano a sputare zampilli di fuoco che con l’ aiuto del vento diventano un alito di un drago che avvolge la città.
Risolvere questo problema diventerà una questione di vitale importanza. Intorno il 1300 le costruzioni in muratura sono in espansione ma sono ancora le costruzioni in legno ad abbondare, è proprio questo il momento dove la canna fumaria e il camino diventano una composizione architettonica degna della massima attenzione.

L’INVENZIONE DELLA CAMPANA ROVESCIATA
Per chiarire visivamente il traguardo raggiunto, occorre mostrare alcune foto che danno la sensazione che nella città si è escogitato qualcosa di prodigioso, talmente funzionale da meritare una degna decorazione.

Nel quadro (“Miracolo della croce a Rialto”) del pittore Vittore Carpaccio (1465-1526) si nota come le decorazioni dei camini fossero diventate una sorta di competizione artistica, simulando i migliori calici di Murano. Pittori come Giorgione, Tiziano si sono cimentati più di una volta per affrescare ed abbellire queste torri fumanti. Si racconta che coloro che non si erano premuniti di farsi un camino come questi, avendo una officina di lavoro ben funzionante, venivano redarguiti dalla Repubblica ad adeguarsi; salvo multe o chiusura dell’attività.

LA TECNICA COSTRUTTIVA
La scelta di dove predisporre la canna fumaria in un edificio è a ridosso dei muri portanti o di spina (all’interno). Lo stacco aggettante che parte dal piano dove si è deciso di porre il focolare è sostenuto all’esterno da due modiglioni di pietra d’Istria e un arco che poggia su di essi. All’interno invece (per avere la base a pavimento). La trave centrale sotto a dove arde il fuoco veniva tagliata e sostenuta dalle due laterali con la tecnica del ciavarol. Tra le due travature rimaste si eseguiva una piallatura obliqua per accogliere l’arco di mattoni che fungeva da base del caminetto. Tornando all’esterno dell’edificio come dicevamo pocanzi la canna fumaria corre verticalmente per metà all’interno e per metà fuori a sbalzo, e i mattoni vengono messi alternati ma esternamente (di solito) in foglia, per alleggerire il corpo aggettante ma anche per guadagnare volume all’interno.

Nella foto a destra si puo’ notare che la raffinata tecnica del muratore si orienta a servire anche la finitura per lo stuccatore che riquadrerà in cocciopesto e marmorino gli aggetti di mattoni e tavelle sagomati già predisposti.
Un altra soluzione tecnica come si può vedere qui sotto è la gronda di pietra d’Istria che gira intorno alla canna fumaria per dare sucessivamente il giusto appoggio al corpo del camino sul muro portante e sullo sbalzo; i lati forti (a cavallo del muro maestro) infatti sorreggono i mattoni in foglia della torrebase.

canna fumaria di palazzoI mattoni messi a sbalzo a forma di scaletta servono per portare l’acqua piovana verso la conversa scongiurando infiltrazioni altresi garantite col passare del tempo.

Basamento torretta camino veneziano

Camini 1
Il basamento qui sopra a sinistra è di un camino col dado o con la camicia come si dice a Venezia, mentre il basamento di un camino cilindrico con campana rovesciata in testa, è totalmente diverso; il fusto circolare si inserisce nel basamento come un cilindro che entra in un cubo con la sede pronta per l’incastro.

Andiamo a vedere qualche foto di un camino con la camicia, e l’interno di un camino con campana ottagonale:

Camini a campana rovesciata ottagonale

Camini a campana rovesciata ottagonale

Spiegare dettagliatamente questa tecnica costruttiva può essere abbastanza complicato, per non commettere errori bisognerebbe soffermarsi su ogni singolo passaggio. In ogni caso già queste immagini possono dare qualche buon input a chi si vuole cimentare, quello che consigliamo è di non sottovalutare l’entità del lavoro, si tratta infatti di costruire qualcosa che necessita di tutte le conoscenze di un muratore finito con uno spirito di osservazione notevole. Costruire ad esempio la campana ottagonale che apre man mano che sale non è per niente facile, e la partenza (le mensole) è fondamentale. Occorre stabilire le giuste le proporzioni per svasarlo senza esagerare. Ecco svelato il mistero della sua costruzione all’interno, qui di seguito in questa foto.

camini Mirolo

Camino veneziano con dado

Camini di Venezia

Il camino rosso con la camicia, nell’immagine a sinistra, fu restaurato molti anni or sono, cambiando i mattoni e le tavelle ammalorate e fasciando la camicia con fibra di carbonio sottile, finitura a marmorino.

Per concludere si chiude il tetto con una lastrina di marmo. Sopra si esegue la copertura con un cappello di coppi (che puo’ essere circolare o a doppia pendenza cioè normale). L’acqua piovana andrà a cadere sempre in mezzo ai modiglioni (a seconda di come si posiziona il canale del coppo), tra la campana e la torretta.

I MATERIALI DA UTILIZZARE
Sconsigliamo vivamente di usare il cemento in questo lavoro poichè il camino si spezzerebbe in più punti, vi diamo piuttosto una ricetta personale per il lavoro in questione:
Utilizzare una magra di marmorino mescolato con tegole vecchie macinate finemente (mm 1,2). Le dosi sono : 1 mastella di calce (grassello) 3 mastelle di spolvero bianco 0,7(sacilese) un quarto di mastella di impalpabile e un quarto di polvere di tegole vecchie. Assemblare questa malta almeno il giorno prima.
Con questo impasto il camino durerà almeno un centinaio d’anni prima di rimetterci le mani. Questo lavoro si può fare tranquillamente con mattoni o tavelle vecchie, oppure si possono acquistare alla Antica Fornace Carraro di Arzerello (Piove di Sacco – PD) tel. 049 9775015. Qui potrete trovare anche mezzi mattoni semi circolari per costruire camini a campana rovesciata.
Consigliamo anche un libro che riporta numerosi altri stili di camini come ad esempio quelli a forchetta, a tridente ecc.: “Camini e Campanili”, Filippi Editore – Venezia.

camino con campana a piramide rovesciata

Camini di Venezia

PERCHÈ LA CAMPANA SUI CAMINI
La campana protettiva rende molto più funzionale il tiraggio e scongiura gli incendi. Dalla torretta esce il fumo ancora caldo e all’interno della campana si crea una sorta di depressione che forma un movimento circolare dove l’aria entra dal basso (tra i modiglioni)e sale. Per quanto riguarda le faville incandescenti, l’uscita di esse da una torretta di un comune camino sarebbe orizzontale, quindi come una graffettatrice di fuoco che spara nelle vicinanze. Al contrario le suddette faville quando escono dalle volte della torre si trovano davanti la campana e andandoci a sbattere, vengono sottoposte ad un “effetto flipper”, con la condizionata uscita verso l’alto. Si tratta di un contrattempo che per il lapillo diventa letale. Questi camini inoltre non hanno problemi di tiraggio nelle giornate di bassa pressione e sembra che l’insediamento di nuovi nidi di vespe sia, molto, molto raro.

2 Commenti

  1. Paola Lorenzi

    Grazie per la spiegazione. Mi.chiedevo da un po’ di tempo il motivo di quella forma e adesso l’ho capito! Bella lezione di storia, architettura ed edilizia!

    1. Enrico Trolese

      Paola Lorenzi ho aggiunto una foto che dimenticai di mettere nell’articolo dei camini sopracitato, dia un occhiata poichè mostra l’interno della campana, che pochi hanno avuto la possibilità di vedere se non direttamente coinvolti con un restauro. Il camino all’interno ha una struttura come gli antichi acquedotti romani.

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